Prove di Carico su solaio
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In riferimento al § 9.2 del D.M. 14 gennaio 2008, le prove di carico sono previste dal collaudatore allo scopo di certificare la sicurezza dell’opera. Egli decide il numero e la tipologia, essendone il diretto responsabile. Della loro concreta attuazione è invece responsabile il direttore dei lavori, che deve quindi essere informato sul programma delle prove da eseguire. Le prove di carico non potranno essere svolte prima che sia stata raggiunta la resistenza del conglomerato prevista e in nessun caso prima di 28 giorni dall’ultimazione del getto. I carichi di prova devono essere tali da riprodurre le sollecitazioni massime di esercizio per le combinazioni rare, in quanto le prove di carico sono “prove” di comportamento delle opere sotto le azioni di esercizio. A seconda del tipo di struttura e dell’entità dei carichi, le prove possono essere svolte in vari cicli, nonchè ripetute nel tempo. Per un esito positivo delle prove devono verificarsi:

  • Uno sviluppo delle deformazioni proporzionale ai carichi imposti;
  • L’assenza di lesioni, deformazioni o dissesti che compromettano la sicurezza o la conservazione dell’opera;
  • L’entità della deformazione residua dopo la prima applicazione del carico massimo non superi una quota parte di quella totale commisurata ai prevedibili assestamenti iniziali di tipo anelastico.

Tuttavia, nel caso in cui tale limite venga superato, le prove di carico eseguite successivamente devono accertare che la struttura tende ad un comportamento elastico. Oggetto delle prove di carico sono i solai in calcestruzzo gettato in opera, i solai in laterocemento eseguiti in opera, i solai prefabbricati, le coperture di ogni tipologia, le travi rompitratta, le capriate, le travi reticolari.

Prove di carico a spinta
 
Metodologia di indagine
Le prove di carico a spinta vengono effettuate su elementi strutturali orizzontali dei quali si vogliono conoscere la portata e l’entità delle deformazioni provocate dal carico indotto.
Nello specifico esse consistono nell’applicazione di forze statiche concentrate, al fine di distribuire, su una striscia di struttura, lo stesso momento flettente massimo dovuto al carico distribuito o concentrato di esercizio.
Le prove a spinta vengono eseguite con l’impiego di attrezzature che permettono di imporre delle forze concentrate mediante uno o più martinetti oleodinamici posizionati al vertice di tubi in acciaio.
La spinta è contrastata da un sistema di catene opportunamente ancorate agli elementi portanti del solaio oggetto di indagine.
Il rilievo delle frecce (ovvero degli spostamenti verticali) e della pressione avviene rispettivamente mediante l’impiego di trasduttori di spostamento (nella fattispecie si tratta di aste telescopiche su cui sono montati i sensori che vengono portati a contatto dell’intradosso del solaio: ciò presuppone che ci sia un vano praticabile nel piano inferiore e che sia possibile disporre i trasduttori di spostamento) e di pressione collegati ad un acquisitore dati interfacciato ad un computer. Attraverso il programma di acquisizione è possibile verificare se le sollecitazioni rimangono in campo elastico, analizzando i diagrammi sforzi-deformazioni visualizzabili in tempo reale, elaborati per ogni trasduttore di spostamento.
Nell’esecuzione delle prove sono molto importanti la precisione dei trasduttori di spostamento e la taratura degli strumenti utilizzati, in quanto incidono notevolmente sui risultati finali.
 
Applicazioni
  •  Verifiche e collaudi di travi e solai di ogni genere, coperture, strutture metalliche reticolari, capriate lignee, strade, ponti, ferrovie, viadotti, pannelli prefabbricati, rompitratta, …
 
Strumentazione
MARTINETTI – POMPA OLEODINAMICA – TRASDUTTORI DI PRESSIONE – TRASDUTTORI DI SPOSTAMENTO – SISTEMA DI ACQUISIZIONE (indicare precisione e taratura)
 
Normativa di riferimento
D.M. 14 Gennaio 2008, Norme tecniche per le costruzioni.
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Circolare 2 febbraio 2009 n. 617 “Istruzioni per l’applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni ”.
 
Prove di carico a tiro
 
Metodologia di indagine
Le prove di carico a tiro vengono eseguite su elementi strutturali quali solai o nodi di capriate, al fine di individuarne la portata o lo sforzo agente e le deformazioni indotte dal carico. Esse consistono nel creare, su una striscia di solaio o sul nodo di una capriata, una forza di trazione concentrata attraverso un martinetto oleodinamico opportunamente ancorato alla struttura inferiore mediante tasselli. Le prove a tiro si utilizzano quando non esiste un contrasto accettabile, come nel caso si capriate o di ultimi piani di edifici. Il rilievo degli spostamenti verticali avviene mediante trasduttori di spostamento, che vengono messi a contatto con l’estradosso del solaio dove si svolge la prova.
Il carico viene applicato per step crescenti, attraverso una pompa oleodinamica collegata ad un manometro che registra il valore della pressione. Nell’esecuzione delle prove di carico a tiro sono molto importanti la precisione dei trasduttori di spostamento e la taratura degli strumenti utilizzati, in quanto incidono notevolmente sui risultati finali.
 
Applicazioni
  • Verifiche e collaudi di travi e solai di ogni genere, coperture, strutture metalliche reticolari, capriate lignee, strade, ponti, ferrovie, viadotti, pannelli prefabbricati, rompitratta, …
 
Strumentazione
MARTINETTI – POMPA OLEODINAMICA – TRASDUTTORI DI PRESSIONE – TRASDUTTORI DI SPOSTAMENTO – SISTEMA DI ACQUISIZIONE (indicare precisione e taratura)
 
Normativa di riferimento
D.M. 14 Gennaio 2008, Norme tecniche per le costruzioni.
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Circolare 2 febbraio 2009 n. 617 “Istruzioni per l’applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni ”.

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