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Tirantaggi e Cerchiature
Metodologia di intervento
Per tirantaggi e cerchiature si intende l’insieme dei sistemi di presidio e consolidamento dell’edificio in muratura in grado di conferire un comportamento scatolare e monolitico alla struttura: infatti permettono alle pareti (siano esse contigue, oppure contrapposte, oppure soggette all’azione di elementi spingenti come archi e volte) di interagire tra loro in modo da contrastare l’azione orizzontale del sisma, impedendo l’innesco di gravosi cinematismi. Tali interventi appartengono al bagaglio dei sistemi tradizionali di rinforzo, ampiamente utilizzato nei secoli passati e tutt’oggi valido. Tra gli interventi di incatenamento si annoverano: - catene metalliche (generalmente barre tonde o piatti) e relativi sistemi di ancoraggio alle testate delle pareti murarie; - tiranti (in acciaio ad alto limite elastico: barre post-tese in acciaio speciale per c.a.p., trefoli, cavi in acciaio armonico) e relativi sistemi di ancoraggio alle testate delle pareti murarie; - travi in legno e/o metalliche costituenti gli elementi portanti dei solai e relativi sistemi di ancoraggio alle pareti murarie. cerchiature. Il rinforzo mediante cerchiature metalliche può essere eseguito sia su singoli elementi strutturali ((pilastri, colonne, setti) interessati da fenomeni di schiacciamento sia in corrispondenza dei solai di edifici di modeste dimensioni. Nel primo caso le bande metalliche vengono applicate mediante malta o resina epossidica e, nel caso di sezioni non circolari, vengono aggiunti anche dei piccoli tiranti antiespulsivi. Nel secondo caso si appongono delle corde (o bande metalliche) in corrispondenza dei solai, esternamente all’edificio in modo da “chiudere” la scatola muraria e garantire un’adeguato ammorsamento tra le murature ortogonali. È necessario evitare l’insorgere di concentrazioni di tensioni in corrispondenza degli spigoli delle murature, ad esempio con opportune piastre di ripartizione o in alternativa, nel caso si utilizzino fasce di materiale composito quali fibre di carbonio, procedendo allo smusso degli spigoli. Prima della posa in opera degli incatenamenti, si dovrà valutare attentamente la “qualità” muraria specie in corrispondenza delle zone di ancoraggio dei tiranti e delle catene, in quanto soggette a fenomeni di compressione e punzonamento. Pertanto è necessario consolidare a livello locale la muratura in modo da migliorarne le caratteristiche meccaniche, attraverso iniezioni di malte o resine epossidiche.
 
Applicazioni
Gli incatenamenti sono raccomandati in particolar modo nei seguenti casi:
  • per contenere le spinte non contrastate di archi e volte
  • per contenere le spinte non contrastate di strutture in copertura costituite da elementi spingenti (travi inclinate, capriate prive di tiranti e/o catene in grado di annullare la spinta sulle pareti di appoggio)
  • in assenza di cordoli perimetrali
  • in caso di cedimenti differenziali delle fondazioni, per migliorare il comportamento scatolare e limitare gli spostamenti relativi di differenti parti strutturali
Normativa di riferimento
Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni, Gangemi Editore, luglio 2006
Linee Guida per la riparazione e il rafforzamento di elementi strutturali, tamponature e partizioni, Bozza, Reluis e Dipartimento della Protezione Civile
D.M. 14 Gennaio 2008, Norme tecniche per le costruzioni
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Circolare 2 febbraio 2009 n. 617 “Istruzioni per l’applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni ”

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